Paralisi cerebrale infantile: la pratica del judo adattato nel percorso abilitativo-funzionale. Caso studio
Caso studio su Alice, bambina con paralisi cerebrale infantile, che documenta i miglioramenti neuromotori e relazionali ottenuti con un protocollo di Gioco-Judo Adattato svolto in un contesto inclusivo.
Paralisi cerebrale infantile: la pratica del judo adattato nel percorso abilitativo-funzionale. Caso studio
Autori: Prof. Claudio Santoro, Angelo Lionti, Michele Lionti
Riferimento editoriale: ND Natura Docet, Anno V - N. 11, Novembre 2024, pp. 40-45
Introduzione
La paralisi cerebrale infantile è un disturbo neurologico persistente, non progressivo, legato a una lesione centrale intervenuta già prima della nascita, in grado di alterare capacità motorie, coordinazione, postura, tono muscolare, percezione dello spazio e abilità comunicative.
Il Gruppo di Studio Attività Adattate (A.S.D. Judo Salerno), in collaborazione con il Centro Ricerche Disfunzioni Meccaniche e Abilitazione Neuromotoria di Osteolab, ha sviluppato un modello orientato all’inclusione reale: non semplice integrazione, ma costruzione di contesti e attività che consentano partecipazione effettiva e pari opportunità, riducendo emarginazione sportiva e sociale [1].
Caso Clinico: Alice
Alice (nata il 23/02/2017, parto cesareo prematuro a 32 settimane, peso alla nascita 1.8 kg) presenta ritardo dello sviluppo psicomotorio.
Riferimenti clinici riportati nello studio:
- RM encefalo/tronco encefalico (C.d.C. Tortorelle di Salerno, referto 10/05/2018): esiti di sofferenza vascolare anossica perinatale;
- valutazione IRCCS-Istituto Gaslini (12/10/2018): paralisi cerebrale infantile GMFCS III-IV, tetraparesi spastica moderata, ipertonia prevalente a sinistra, controllo del tronco insufficiente;
- miotenotomia bilaterale tendine d’Achille (26/10/2022, OPBG Palidoro, Roma) con miglioramento di stazione eretta e schema del passo;
- assegnazione esoscheletro robot Atlas 2030 (IRCCS San Raffaele, novembre 2022).
Valutazione Iniziale (Settembre 2023)
All’avvio del protocollo Gioco-Judo Adattato, Alice appare socievole ma demotivata, con evidente compromissione neuromotoria, ridotta autonomia in stazione eretta, deambulazione assistita, difficoltà del controllo del tronco e maggiore interessamento dell’emilato sinistro.
Nel test valutativo gioco-judo emerge buona partecipazione: dalla posizione in ginocchio riesce a mantenere brevi tenute isometriche e a esprimere una spinta laterale sufficiente a generare lieve sbilanciamento dell’operatore. In base al quadro clinico-funzionale e previo consenso del genitore/tutore, viene definita idonea al progetto.
Gioco-Judo Adattato (Settembre 2023)
Il protocollo utilizza il gioco-judo come strumento integrato per abilità motorie, aspetti relazionali e competenze cognitive [2].
La classe è stata resa inclusiva partendo dalla pratica a terra (Ne-Waza), con forte coinvolgimento dei pari.
Interventi principali:
- ponte glutei assistito (bridge/hip thrust) per estensione d’anca;
- esercizi contro resistenza con elastico per abduttori e mobilità coxo-femorale;
- lavoro in ginocchio con mantenimenti isometrici progressivi;
- esercizi alzata/seduta con TRX e pallone tra le ginocchia per controllo assiale e adduttori;
- perturbazioni elastiche del tronco per addome/lombi e tenuta posturale.
Sono stati introdotti elementi tecnici adattati di:
- Ashi-Waza: O-Soto-Gari, O-Uchi-Gari;
- Ne-Waza / Osaekomi-Waza: Yoko-Shio-Gatame, Kata-Gatame, Kami-Shio-Gatame.
Follow Up (Settembre 2024)
Dopo un anno, il follow-up descrive miglioramenti funzionali significativi:
- migliore tenuta della stazione eretta e deambulazione più coordinata (con assistenza);
- maggiore autonomia esecutiva e migliore tolleranza alla fatica;
- capacità di assumere presa base (Migi Kumi-Kata), condurre spostamenti elementari (Shintai/Ayumi Ashi) e Uchi-Komi semplificati;
- progressi nelle transizioni posturali (in ginocchio, seduta, supina, prona), nel controllo del tronco e nei compiti di lotta a terra.
Conclusioni
Lo studio inquadra il judo adattato come intervento utile nel percorso abilitativo neuromotorio e cognitivo. La letteratura richiamata dagli autori segnala che i bambini/adolescenti con disabilità intellettive e neuromotorie presentano maggiore rischio di condizioni croniche [3,4], minore attività fisica [5,6,7,8] e che programmi adattati di arti marziali/judo possono migliorare competenze motorie, sociali e comportamentali [9,10,11,12,13,14,15,17], con impatto positivo su salute fisica e mentale [18,19].
Nel caso presentato, motivazione, aderenza e progressione del carico hanno mostrato miglioramenti clinico-funzionali e relazionali coerenti con questo impianto teorico.
Bibliografia
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